Una ricerca fotografica che ha come focus la plastica ma che vuole essere anche una riflessione sul momento storico che stiamo attraversando. 
Creata per rendere più facile la vita di ogni giorno, utilizzata per innumerevoli esigenze, diffusissima ovunque la plastica ormai è diventata uno dei problemi più grandi dei cambiamenti degli ecosistemi naturali, in questo caso quello marino. Il mare è la più grande discarica a cielo aperto di plastica del pianeta. Ciò che arriva a terra, con le mareggiate, è solo una piccolissima parte della pasticca che galleggia al largo o ricopre i fondali. Dagli inizi del 1930 (periodo di invenzione della plastica) ad oggi non si è preso in seria considerazione il suo smaltimento. Ora che i danni iniziano a manifestarsi in modo consistente, si tenta di affrontare il problema. 
Oltre ad essere un chiaro atto di denuncia, questa catalogazione fotografica evidenzia nell’oggetto anche un’estetica perversamente seduttiva, affascinante, enfatizzando il design e il livello di usura e corrosione dovuto dalla lunga permanenza in mare. Si stima che il deterioramento della plastica, possa avvenire anche in centinaia di anni.
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